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Quando fatico non mi mostro, divento introvabile. Seleziono pochi cuori disposti a vedere le mie tenebre e metto al riparo tutti gli altri.
 
Sono inginocchiata ai piedi delle mie paure e scavo con le mani perché so per certo che le loro radici sono d’amore. E io voglio arrivare lì.
 
Ho i miei tempi, le mie immobilità, i miei rifugi atomici da notizie come bombe. Controllo quello che ho portato con me nel timore di perdere anche quello: sistemo l’ordine, pulisco il pulito, silenzio il silenzio.
Alterno momenti di piena fiducia ad altri di totale sconforto. Mi aggrappo agli insegnamenti di chi dice che l’ora più buia precede l’alba, e trovo i miei modi di vedere nell’oscurità densa che è velluto, pece, mare di notte; che toglie il fiato.
 
I cuori sensibili piacciono perché danno modo di vedere cose che altrimenti resterebbero invisibili. Gli stessi cuori sensibili faticano molto, e non piacciono affatto quando lo fanno. Vengono detti esagerati, viene messa loro fretta, vengono proposte loro soluzioni.
Io credo non piacciano perché come mostrano la luce, mostrano il buio. Con la stessa onestà, senza orpelli. E il buio si sa: a chi ha poca luce e tanta apparenza, non piace.
 
Gloria Momoli