E le ali

 
Non hai nulla da mostrare a nessuno.
Ti senti uno spazio espositivo vuoto, un albero spoglio, una farfalla senz’ali che è tornata bruco.
La biglietteria è disabitata perché le stanze sono vuote, nessuno viene a ripararsi perché non ci sono fronde; sei nuda non sai volare.
Ma non fai pena, no. Non sei chiusa, inospitale o morta.
Stai con l’onestà di chi attraversa un tempo di fatica, di chi passato e futuro non esistono e c’è solo questo interminabile adesso che ti ritaglia dalla carta con forbici, e chissà quale forma ne esce perché non c’è nessuna linea tratteggiata.
 
Non hai nulla da dimostrare a nessuno, se non a te. Che non ospiti meraviglie o opere note, ma il silenzio di dimensioni spogliate di tutto; sei tronco aggrappato alla terra da radici troppo giovani per essere esauste, non ti arrendi.
E le ali.
Come fare per riaverle? Serve partorirsi ancora? Abitare una crisalide gravida di volo in divenire?
 
Chissà che questo tempo, da quella forma, stia ritagliando delle ali. Due. Non serve siano maestose. Serve che siano tue. E che sappiano volare senza scordare che, anche senza, il tuo sguardo è rimasto fisso al cielo.
 
Gloria Momoli