Che tu possa accompagnare qualcuno a casa

Nel tuo viaggio, breve o lungo che sia. Nel tempo che ti è concesso: che tu possa far tornare a casa non solo te stesso, ma anche qualcun altro.

Che nel tragitto tu abbia cura dei cuori che tocchi, delle vite che sfiori, del sacro incontrarsi:
che tu possa accompagnare qualcuno a casa.

Che tu sia casa. Che in tua presenza, parti smarrite di esistenze impaurite, sentano l’agio del ritorno, di mostrarsi. Che il tuo esserci sia un soffio sul fuoco della luce, e uno sguardo di cura verso la cenere dell’ombra. Quella che trema, che si nasconde, che si vergogna, che si sente indesiderabile, impossibile da amare, sbagliata, inguaribile, inguardabile.
Che tu possa amare non solo la tua, ma quella di qualcun altro.

Che tu sia l’umile anima amica che si fa non salvatrice, ma compagna.
Compagna di quella strada,
a volte temibile e terribile,
che porta a casa.