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Ci sono momenti in cui mi sento allo stesso tempo di cristallo e salda come una quercia secolare. In cui percepisco la punta di uno spillo e le galassie: tutto in una volta, tutto nella stessa inspirazione. In cui riesco a sentire le ingiustizie, i limiti, le brutture e al contempo l’immensa bellezza, la comprensione, il cuore divino di chi ama l’uomo.
Momenti in cui ho paura di perdere tutto e insieme ho la certezza dell’eterno e la pace che dà il sapere di non possedere già nulla.
Mi entra l’infinito da uno spiraglio della pelle, sono la comprensione; e dallo stesso corpo tremo all’idea della piccolezza di alcuni modi: mi fanno male, non li sopporto, stringono.
Mi rincasano dentro tutte le persone che soffrono, e la levità di chi è in stato di grazia mi scoperchia e sono dimora che ha come soffitto l’immenso.
Chiedo scusa, dico grazie, amo. Non ho bisogno che nessuno si scusi, non ho mai subito torti ma solo lezioni per imparare le strade del mio cuore. Tutto in un respiro, tutti nel mio respiro; vi abbraccio maestri.
Allora chiudo gli occhi come a dire grazie, e so – so per certo – che fino a quando anche un solo uomo saprà amare, non esisterà il buio.
Basta una luce per dire all’oscurità: tu non ci sei finché ci sono io; non vincerai, splenderò io.
Gloria Momoli